Sometimes today, a sunny Italian Sunday, someone will download for the fourth million time the Italian version of OpenOffice.org. In the same timeframe, the number of PCs sold in Italy has been around six million. Of course, downloads do not count installed copies, because there might be multiple downloads for the same PC or from the same person (for instance, I have downloaded OpenOffice.org six times, because I own a PC and a Mac and I have downloaded versions 2.3.1, 2.4 and 2.4.1), but also a single download for multiple installations (as in the case of enterprises or schools). In addition, downloads do not include installations from the CDs included in the trade press and Linux distributions, where OpenOffice.org is already included as standard in the basic configuration.
Tags: macos x, openoffice, source, writerJust an idea of the 3D transitions you can use with OpenOffice.org 2.4 on Linux.
Trieste, 5 dicembre 2007 - Il PLIO annuncia la disponibilità di OpenOffice.org 2.3.1 in lingua italiana, che arriva settantotto giorni e 505.205 download dopo la release 2.3. Si tratta di una normale versione di manutenzione - prevista dal piano dei rilasci trimestrali - che risolve alcuni problemi di sicurezza, per cui si consiglia l’installazione a tutti gli utenti, e introduce un installer grafico per Linux.
A parte il ritmo dei download, che hanno superato la soglia di 1.600.000 nel corso del 2007, si tratta di un periodo particolarmente ricco di iniziative per la comunità italiana, che ha lanciato due progetti: il primo per la creazione di un’estensione per la firma digitale dei documenti di OpenOffice.org, compatibile con i requisiti del CNIPA (http://wiki.plio.it/mediawiki/index.php?title=Firma_Digitale); il secondo per la raccolta e lo sviluppo di modelli in lingua italiana per OpenOffice.org, per gli utilizzi più comuni in Italia (http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli).
“Il 2007 è stato un anno straordinario per OpenOffice.org: parlavamo di successo per la media di 4.270 download della versione 2.2 e siamo stati sorpresi da quella di 6.470 della 2.3, due release importanti ma meno ricche di novità rispetto alla 2.4 e alla 3.0, che arriveranno nei prossimi mesi. Al ritmo attuale, siamo già oltre i 2.300.000 download nell’arco di dodici mesi, per cui è veramente impossibile fare previsioni per il 2008, anche se spero - tra un anno - di poter annunciare un altro traguardo, che solo un anno fa sembrava irreale più che irraggiungibile”, afferma Italo Vignoli, consigliere dell’Associazione PLIO con delega per il marketing.
Download
OpenOffice.org 2.3.1 in italiano: http://it.openoffice.org/download/.
Tutte le altre versioni linguistiche: http://download.openoffice.org.
Estensioni: http://extensions.services.openoffice.org.
L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829), ufficiostampa@plio.it
Nelle ultime settimane, sono stati pubblicati alcuni articoli in cui The Open Document Foundation, Inc., un’organizzazione non profit di diritto statunitense nata per iniziativa di alcuni individui per promuovere delle modifiche allo standard ISO/IEC 26300 Open Document Format, viene confusa con la ODF Alliance, l’organizzazione che raccoglie tutti gli enti e le aziende (la lista completa è sul sito) che promuovono e sostengono l’adozione dello standard, e che collabora con l’OASIS all’evoluzione dello standard stesso.
Il fatto che The Open Document Foundation, Inc. abbia abbandonato l’ODF a favore di un altro formato sviluppato dal W3C non ha nessun tipo di impatto né sullo stato dell’ODF né sulla sua evoluzione: il formato standard ISO/IEC 26300 gode di eccellente salute ed è riconosciuto e adottato da un numero sempre più ampio di Paesi in tutti i continenti.
Tutte le informazioni relative all’ODF si trovano sul sito dell’ODF Alliance, mentre i più curiosi possono trovare qualche informazione in più su The Open Document Foundation, Inc. e alcuni dei suoi membri principali nei post di Rob Weir e Andy Updegrove.
Tags: odf alliance, Open Document Format, open document format, writerLa battaglia più importante e di maggior successo contro un monopolio “de facto” - quello della chiesa cattolica alla fine dell’epoca medievale - nel corso della storia dell’uomo è stata la riforma protestante. Senza entrare nello specifico dei fatti che si sono susseguiti nel corso di quegli anni, per evitare di sconfinare in un territorio estraneo all’argomento del blog, si può affermare che la “killer application” che ha trasformato una serissima ma sterile polemica teologica in guerra di popolo non è stato il manifesto con le 95 tesi - che ha guadagnato a Martin Lutero la scomunica e una minaccia di morte, e probabilmente l’immagine di rompicoglioni creata dal clero con le sue prediche - ma la traduzione della Bibbia in tedesco. Il monopolio della chiesa è stato spezzato dal passaparola tra i contadini, e non dalle discussioni all’interno delle segrete stanze del potere.
Tutto questo per dire che tutte le guerre di religione dell’information technology, e in modo particolare la battaglia degli integralisti del software libero contro coloro che affrontano in modo più pragmatico il problema, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre più elevato di “laici” attraverso una comunicazione che utilizza una terminologia poco rispettosa dei dogmi ma più efficace, perché più vicina alle consuetudini della maggioranza, hanno lo stesso impatto di quelle 95 tesi, ovvero una bella dose di solletico per il monopolista - Microsoft - e una ricaduta negativa per gli integralisti, oltre alla possibilità - da parte del monopolista - di insistere su stereotipi ormai consunti come l’assenza dei protocolli di sviluppo e la mancanza di supporto (Mario Derba, AD di Microsoft Italia, farebbe bene ad andare a vedere su Secunia in quanto tempo vengono chiuse le issue di OpenOffice.org e quelle di MS Office, prima di fare affermazioni a vanvera sul Sole 24 Ore).
Sono abbastanza stufo di leggere le masturbazioni cerebrali di Richard Stallman, e dei suoi più fedeli sostenitori, che non fanno altro che confermare che la creazione dell’acronimo ricorsivo GNU (Gnu is Not Unix) è frutto del malfunzionamento di un bel numero di sinapsi piuttosto che del genio di un individuo. Tra l’altro, questo incaponirsi intorno a un termine toglie parte del valore all’intuizione originaria del software libero, in quanto sposta l’attenzione dall’essenza del concetto a una mera definizione - per di più incomprensibile - dello stesso. Secondo il sentire comune, software open source è ormai diventato un sinonimo di software libero, e Linux è tutto il sistema operativo e non il solo kernel (alla faccia dell’antilope). Il motivo? Banale: nel primo caso, gli investimenti nel marketing di aziende come IBM, nel secondo la semplicità dei termini, che li rendono facilmente comprensibili anche a chi non si è mai chiesto - e perché mai avrebbe dovuto, se non ne aveva e non ne sentiva l’esigenza? - il motivo di certe distinzioni.
L’utente tipo, ovvero colui che utilizza il software perché ha bisogno di un PC che svolge certe funzioni (scrivere un testo o una lettera, fare operazioni con i numeri, organizzare la rubrica, fare una presentazione, e così via) non è tenuto a conoscere le quattro libertà teorizzate da Richard Stallman, perché il software non rientra tra i suoi interessi e le sue attività, e soprattutto ne può sfruttare solo due - l’uso (libertà 0) e la copia (libertà 2) - mentre è meglio che stia alla larga dalle altre - lo studio e la modifica (libertà 1), il miglioramento del programma e la sua distribuzione (libertà 3) [*]. Questo utente ha delle enormi difficoltà a comprendere le motivazioni “teoriche” del software libero, fino a quando non entra a far parte della comunità - e lo può fare solo per curiosità, oppure per desiderio di conoscenza - e non si rende conto di quanto la condivisione del sapere sia importante per la crescita delle funzionalità e della qualità dei sistemi operativi e delle applicazioni.
Io, che sono un curioso e un testardo, ho fatto tutto questo percorso, scontrandomi sia con i “puri” - che poi hanno riconosciuto il valore del mio contributo al mondo del software libero - che con gli “integralisti” - che continuano a non riconoscere il valore del mio contributo, e che probabilmente vorrebbero eliminarmi - anche se non fisicamente - dalla comunità (perché uso in modo indifferente software libero e software open source, come se fossero sinonimi, e perché non uso - né mai userò - l’acronimo ricorsivo GNU), ma a cui oggi rispondo e controbatto perché la loro ostinazione rischia di compromettere la crescita del software libero proprio adesso che il concetto - con i suoi valori - sta arrivando sul mercato.
[*] Stendo un pietoso velo sulla sequenza della numerazione, perché sarebbe come uccidere un uomo morto.
Tags: foss, gnu, gnu/linux, Linux, marketing, Open Source, openoffice, software, software libero, stallman, writerAmmetto implicitamente di aver avuto un grosso attacco di pigrizia, rinviandovi all’articolo di Marco Caresia - anche lui consigliere dell’Associazione PLIO - che ha fatto un’ottima sintesi degli interventi. Marco ha fatto anche diverse foto dei relatori e della platea (c’erano una quarantina di persone), che potete trovare in questa galleria.
Qui sotto, due foto del sottoscritto, mentre si gratta l’orecchio in attesa di parlare (sembra che il Manuale delle Giovani Marmotte sconsigli di farlo) e mentre parla in modo assolutamente ispirato (al punto da farlo addirittura a occhi chiusi).
Oggi ho partecipato al MiOpen, un convegno sul software open source organizzato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato, durante il quale ho assistito a una presentazione Microsoft fatta con Impress (un evento storico, davanti a circa un centinaio di testimoni). Un gesto "politico", che è stato la migliore dimostrazione di OpenOffice.org su cui potessi contare, tanto che ho modificato e accorciato la mia presentazione perché la demo del prodotto l’aveva già fatta un concorrente…
Trieste, 18 ottobre 2007 - L’Associazione PLIO annuncia il programma della III Conferenza Italiana OpenOffice.org, che si terrà a Firenze giovedì 25 ottobre nell’ambito di QuiFree, all’interno del Centro Congressi Fortezza da Basso, nel Padiglione Spadolini (Sala C). La partecipazione alla conferenza è aperta sia ai soci del PLIO che ai sostenitori e ai simpatizzanti dell’associazione e ai semplici utenti della suite per ufficio open source più diffusa sul mercato.
I lavori della conferenza inizieranno alle 10 con il benvenuto di Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO, e proseguiranno con le presentazioni di Italo Vignoli, Marketing Manager, che parlerà dei numeri di OpenOffice.org (quote di mercato, download, stime degli analisti, tendenze), di Andrea Pescetti, Maintainer, che illustrerà le attività della comunità italiana nel 2007, e di Davide Dozza, che presenterà un’anteprima di OpenOffice.org 3.0. La mattinata si concluderà con una tavola rotonda, durante la quale gli esponenti dell’associazione risponderanno alle domande della comunità.
Il pomeriggio, a partire dalle 13:40, sarà dedicato alle presentazioni delle esperienze sul campo: inizierà Enrica Ferrari, docente di Vicenza, che parlerà del ruolo delle diverse componenti scolastiche nella resistenza alla migrazione, seguita da Maurizio Berti, responsabile dell’area Linux di Yacme, che analizzerà il processo di migrazione a OpenOffice.org dal punto di vista dell’utente, e da Lorenzo Tomassoli, dell’area gestione e sicurezza del territorio e della mobilità della Provincia di Arezzo, che racconterà dell’adozione di OpenOffice.org come standard per l’office automation su tutte le postazioni della struttura pubblica in cui lavora.
Gli ultimi due interventi saranno un po’ più tecnici, e riguarderanno gli aspetti dello sviluppo di software legato a OpenOffice.org. Paolo Mantovani, un libero professionista che è diventato - per pura passione - uno dei maggiori esperti mondiali di macro ed estensioni, racconterà come passare da "zero a hero" il 30 minuti, seguito da Sevastian Foglia, sviluppatore all’interno di Yacme, che parlerà del progetto mystique XML per una gestione dei report integrata con OpenOffice.org.
La partecipazione alla III Conferenza Italiana OpenOffice.org è ovviamente gratuita, e l’unica condizione è la registrazione al seguente indirizzo: http://www.plio.it/registrazione_conf.html.
Download
OpenOffice.org 2.3 in italiano: http://it.openoffice.org/download/.
Tutte le altre versioni linguistiche: http://download.openoffice.org.
Estensioni: http://extensions.services.openoffice.org.
L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829), ufficiostampa@plio.it
Molti di voi si sono chiesti il perché del comunicato stampa evidentemente ironico che abbiamo emesso lunedì, e ci hanno manifestato - per email o per telefono - questa curiosità. Siccome la nostra risposta ha confermato delle ipotesi di interpretazione ma ha anche fornito nuovi elementi, riteniamo opportuno condividerla con tutti, scusandoci con coloro che sono già a conoscenza dei fatti.
Prima di tutto, il tono ironico è stato una scelta precisa, per evitare di inasprire una polemica che è già nata all’interno di quelle università - un ambiente dove OpenOffice.org conta su un ampio numero di utenti e sostenitori - dove gli studenti hanno ricevuto un messaggio di posta elettronica che promuove l’offerta di un’altra suite per ufficio (con uno sconto dell’85% rispetto al prezzo di listino), direttamente al proprio indirizzo personale di ateneo, alla faccia - scusate l’espressione - delle più elementari norme sulla privacy.
E già che c’eravamo, abbiamo cercato di sottolineare lo scarso significato che attribuiamo alle ripetute accuse di violazione di 235 brevetti da parte del software open source, perlomeno fino a quando il numero e l’ambito dei brevetti stessi non verrà dichiarato, in modo da eliminare qualsiasi sospetto sul fatto che si tratti di una minaccia generica e tesa esclusivamente ad alimentare la paura, l’ncertezza e il dubbio tra gli utenti.
Trieste, 13 ottobre 2007 - L’Associazione PLIO ha deciso di festeggiare il settimo anniversario della comunità, che cade in un periodo di crescita particolarmente positivo per la suite, con una versione gratuita per gli studenti universitari italiani, che può essere scaricata liberamente per le piattaforme Windows, MacOS e Linux e ha una licenza illimitata e perpetua, che include tutti i futuri aggiornamenti e può essere trasferita anche agli eredi.
La promozione è valida a partire da sabato 13 ottobre 2007, data dell’anniversario, per tutti gli studenti universitari, indipendentemente dalla media dei voti d’esame. Ogni studente può scaricare la suite tutte le volte che vuole, in una qualsiasi delle 100 versioni linguistiche disponibili, per uno solo o per tutti i sistemi operativi, e installarla sia sui PC che usa lungo il suo percorso universitario sia su quelli che trova al di fuori dello stesso.
OpenOffice.org comprende le seguenti applicazioni: Writer, Calc, Impress, Base, Draw e Math. La suite utilizza il formato standard ISO/IEC 26300 ed è in grado di leggere e scrivere i principali formati proprietari, compresi quelli di MS Office. Il programma viene compilato a mano dai volontari del PLIO e provato copia per copia, con l’obiettivo di fornire un prodotto estremamente affidabile, di grande qualità e assolutamente esclusivo.
La confezione, in materiale ecologico biodegradabile, viene generata durante la procedura di installazione con un particolare processo di rimaterializzazione, protetto da 235 brevetti internazionali che tutelano la proprietà intellettuale della comunità, frutto di anni di investimenti in ricerca e sviluppo.
"Abbiamo deciso di lanciare questa promozione per gli studenti italiani nonostante la complessità dell’operazione finanziaria, che ha richiesto tutto il nostro impegno: si tratta infatti della prima volta nella storia in cui viene azzerato il prezzo di un prodotto gratuito", afferma Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO. "In questo modo, contiamo di fidelizzare gli studenti perché continuino a usare la licenza di OpenOffice.org anche quando entreranno nel mondo del lavoro, evitando i costi di migrazione verso il software proprietario".
Download
OpenOffice.org 2.3 in italiano: http://it.openoffice.org/download/.
Tutte le altre versioni linguistiche: http://download.openoffice.org.
Estensioni: http://extensions.services.openoffice.org.
L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829), ufficiostampa@plio.it
Tags: Associazione PLIO, calc, gnu, impress, Linux, open document format, Open Source, openoffice, software, writer