Nelle ultime settimane, sono stati pubblicati alcuni articoli in cui The Open Document Foundation, Inc., un’organizzazione non profit di diritto statunitense nata per iniziativa di alcuni individui per promuovere delle modifiche allo standard ISO/IEC 26300 Open Document Format, viene confusa con la ODF Alliance, l’organizzazione che raccoglie tutti gli enti e le aziende (la lista completa è sul sito) che promuovono e sostengono l’adozione dello standard, e che collabora con l’OASIS all’evoluzione dello standard stesso.
Il fatto che The Open Document Foundation, Inc. abbia abbandonato l’ODF a favore di un altro formato sviluppato dal W3C non ha nessun tipo di impatto né sullo stato dell’ODF né sulla sua evoluzione: il formato standard ISO/IEC 26300 gode di eccellente salute ed è riconosciuto e adottato da un numero sempre più ampio di Paesi in tutti i continenti.
Tutte le informazioni relative all’ODF si trovano sul sito dell’ODF Alliance, mentre i più curiosi possono trovare qualche informazione in più su The Open Document Foundation, Inc. e alcuni dei suoi membri principali nei post di Rob Weir e Andy Updegrove.
Tags: odf alliance, Open Document Format, open document format, writerNegli ultimi giorni, ho letto alcuni articoli in cui The Open Document Foundation, Inc., un’organizzazione non profit di diritto statunitense nata per iniziativa di alcuni individui per promuovere delle modifiche allo standard ISO/IEC 26300 Open Document Format, viene confusa con la ODF Alliance, l’organizzazione che raccoglie tutti gli enti e le aziende (la lista completa è sul sito) che promuovono e sostengono l’adozione dello standard, e che collabora con l’OASIS all’evoluzione dello standard stesso. Il fatto che The Open Document Foundation, Inc. abbia abbandonato l’ODF a favore di un altro formato sviluppato dal W3C non ha nessun tipo di impatto né sullo stato dell’ODF né sulla sua evoluzione: il formato standard ISO/IEC 26300 gode di eccellente salute ed è riconosciuto e adottato da un numero sempre maggiore di Paesi in tutti i continenti. Tutte le informazioni relative all’ODF si trovano sul sito dell’ODF Alliance, mentre i più curiosi possono trovare qualche informazione in più su The Open Document Foundation, Inc. e alcuni dei suoi membri principali in questo post di Rob Weir.
Tags: odf alliance, Open Document Format, open document format20.000 utenti OpenOffice.org in Vietnam
Il partito comunista vietnamita ha sostituito Microsoft Office con OpenOffice.org, con l’obiettivo di ottenere un significativo risparmio sui costi.
OpenOffice.org per 180.000 computer in Macedonia
L’iniziativa One Computer for Every Child porterà Ubuntu, Firefox, Thunderbird e OpenOffice.org su 160.000 terminali virtuali e 20.000 PC, utilizzati nelle scuole in Macedonia.
Il successo di OpenOffice.org nei supermercati WalMart
Nei supermercati WalMart, il più grande retailer del mondo, OpenOffice.org è stato tra i principali motivi del successo di vendita dei PC a basso costo Everex, che hanno ricevuto le lodi della stampa e i favori degli acquirenti, al punto che il management della catena ha chiesto espressamente che le prossime versioni di questi PC includano sempre la suite per ufficio open source.
Una nuova organizzazione ODF in Olanda
La nuova OpenDoc Society nasce con il supporto da parte di ben 25 organizzazioni, proprio nel momento in cui l’Olanda adotta il formato ODF.
Continua a crescere la ODF Alliance
La ODF Alliance continua a crescere, e ha raggiunto il numero di 450 membri provenienti da 53 Paesi.
Tags: Linux, odf alliance, Open Document Format, Open Source, openoffice, suite per ufficioTrieste, 17 luglio 2007 - Gli esperti dell’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), dopo aver esaminato le circa 6.000 pagine di specifiche del formato Microsoft Office Open XML - adottato da Office 2007 - ritengono che il formato stesso debba essere sottoposto a una sostanziale revisione prima di poter essere approvato come standard.
I problemi principali, che sono stati evidenziati in un documento inviato a Uninfo, l’ente che rappresenta l’Italia all’interno dell’ISO, e che è stato chiamato a fornire un parere sulla validità del formato e sull’opportunità di adottare una procedura “fast track” per la sua approvazione, sono i seguenti:
Per tutti questi motivi, l’Associazione PLIO è contraria al processo di “fast track”, suggerisce un iter di discussione analogo a quello adottato per lo standard Open Document Format (che ha seguito la procedura normale e ha tratto vantaggio dal contributo di pi� aziende e organizzazioni), e auspica una revisione del formato Office Open XML a partire dallo standard ISO/IEC 26300:2006 per realizzare un formato dei documenti da ufficio veramente interoperabile, a vantaggio non di una sola organizzazione ma di tutti gli utenti.
Per chi desiderasse approfondire il tema, sul sito del PLIO http://www.plio.it sono disponibili tre documenti in inglese - in formato PDF - che forniscono ulteriori elementi di giudizio: