I was a little bit surprised when I looked at the Best Buy web site: Microsoft Office Home and Student 2007 Windows and Norton AntiVirus 2008 Windows are both listed as accessories for the Asus EEE PC, which runs a dedicated version of Xandros Linux. Apart from the platform compatibility (just a minor issue) both software exceed the hardware specifications of the small PC (a very good product, by the way).
I have a question: would you buy any IT product from such an incompetent retailer?
Come si conviene per una comunita’ che ha una forte impronta tecnica come quella di OpenOffice.org, il gruppo marketing e’ abbastanza ridotto numericamente ma agguerrito - come si conviene - nei fatti, tanto da essere uno dei punti di forza alle spalle del successo travolgente della suite.
Oggi abbiamo parlato dei programmi per il 2008, l’anno in cui - probabilmente - verra’ annunciato OpenOffice.org 3.0, la prima release slegata dal confronto con MS Office. Ormai, infatti, il programma ha raggiunto un tale livello di compatibilita’ da giustificare la ricerca di una strada indipendente, mantenendo inalterate le caratteristiche di base (anzi, aggiungendone di nuove, visto che abbiamo affrontato il tema del modulo per la gestione della posta elettronica e dell’agenda).
OpenOffice.org e’ sul punto di superare i 100 milioni di download, una cifra a cui bisogna aggiungere le migliaia - e forse ormai i milioni - di utenti che hanno installato la suite perché utilizzano un desktop Linux, o perche’ l’hanno trovata sul CD di una rivista di information technology o l’hanno ricevuta da un amico, o molto piu’ semplicemente perche’ l’azienda o l’ente per cui lavorano ha deciso di migrare a OpenOffice.org (anche questi utenti cominciano a essere tanti).
Senza nulla togliere al successo di Firefox, che noi tutti utilizziamo e vorremmo venisse utilizzato da tutti gli utenti, raggiungere questo livello di diffusione con un programma che crea documenti che vengono letti, scambiati e stampati da utenti che parlano lingue diverse e utilizzano sistemi operativi diversi, e quindi ha come “obbligo” principale quello della solidita’ e della compatibilita’, la dice lunga sul livello qualitativo del prodotto.
Oggi, fanno veramente sorridere coloro che difendono la pretesa “insostituibilita’” di MS Office, perché Excel e’ troppo complesso per poter essere riprodotto (siamo alla frutta, o - in omaggio alla terra che ci ospita - alla crema catalana). Noi non vogliamo sostituire MS Office sempre e comunque, perche’ questo sarebbe un obiettivo impossibile da raggiungere e soprattutto velleitario. Noi vogliamo che gli utenti abbiano un’alternativa, e quindi siano liberi di scegliere il programma con cui scrivere, far di conto e comunicare le proprie idee.
Visto in questo modo, il successo di OpenOffice.org e’ davvero travolgente.
L’Associazione PLIO non ritiene opportuno prendere una posizione sulla recente dichiarazione – peraltro, una riedizione senza novità di quella già fatta nel 2004 da Steve Ballmer – in merito alla presunta violazione di 45 brevetti Microsoft da parte di OpenOffice.org – rilasciata alla rivista Fortune da un autorevole esponente dell’azienda – fino a quando la stessa Microsoft non sostanzierà questa affermazione con dei dati precisi, che permettano di sciogliere i dubbi – fino a quel momento legittimi – sulla sua reale efficacia.
Ricordiamo, però, che quello attuale è un momento di particolare successo nella storia del software open source:
Le affermazioni dell’esponente Microsoft, probabilmente, vanno “ lette” anche alla luce di questi fatti.
E’ inoltre opportuno ricordare che in Europa i brevetti software non sono validi. L’Articolo 52 della European Patent Convention, firmata a Monaco nel 1973, così come il Decreto 1127/1939 e successive modifiche (articolo 12, comma 2: Non sono considerate come invenzioni ai sensi del precedente comma in particolare: [...] b) i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori), escludono i software dalla brevettabilità .
Inoltre, non è detto che i brevetti rilasciati dallo Unisted States Patent Office siano sempre validi, com’è dimostrato dai recenti casi AT&T versus Microsoft e KSR International Co. versus Teleflex Inc. Nel primo caso la Corte Suprema ha deciso che non c’è violazione del brevetto americano quando il software viene esportato all’estero. Nel secondo caso, invece, i brevetti sono stati invalidati perché “ovvi”. Lo USPO, infatti, concede brevetti senza fare un’indagine accurata sulla prior-art, in quanto questa è a carico delle terze parti che si oppongono.
OpenOffice.org, comunque, è inserito nell’Open Invention Network, un consorzio fondato da Sony, IBM, NEC, Red Hat, Novell e Philips per promuovere Linux e proteggere la proprietà intellettuale dei prodotti dagli attacchi di altre aziende sul tema della violazione dei brevetti. La posizione del consorzio è stata espressa con questo comunicato.
Tags: Associazione PLIO, desktop linux, Linux, Open Source, openoffice, softwareTechnorati Tags: openoffice
Tags: Associazione PLIO, desktop linux, Linux, Open Source, openoffice, software, suite per ufficio