Feb
29
Posted on 29-02-2008
Filed Under (Desktop Linux) by italovignoli on 29-02-2008

I was a little bit surprised when I looked at the Best Buy web site: Microsoft Office Home and Student 2007 Windows and Norton AntiVirus 2008 Windows are both listed as accessories for the Asus EEE PC, which runs a dedicated version of Xandros Linux. Apart from the platform compatibility (just a minor issue) both software exceed the hardware specifications of the small PC (a very good product, by the way).

I have a question: would you buy any IT product from such an incompetent retailer?

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Nov
26
Posted on 26-11-2007
Filed Under (Delicious) by italovignoli on 26-11-2007

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Sep
19
Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

Come si conviene per una comunita’ che ha una forte impronta tecnica come quella di OpenOffice.org, il gruppo marketing e’ abbastanza ridotto numericamente ma agguerrito - come si conviene - nei fatti, tanto da essere uno dei punti di forza alle spalle del successo travolgente della suite.

Oggi abbiamo parlato dei programmi per il 2008, l’anno in cui - probabilmente - verra’ annunciato OpenOffice.org 3.0, la prima release slegata dal confronto con MS Office. Ormai, infatti, il programma ha raggiunto un tale livello di compatibilita’ da giustificare la ricerca di una strada indipendente, mantenendo inalterate le caratteristiche di base (anzi, aggiungendone di nuove, visto che abbiamo affrontato il tema del modulo per la gestione della posta elettronica e dell’agenda).

OpenOffice.org e’ sul punto di superare i 100 milioni di download, una cifra a cui bisogna aggiungere le migliaia - e forse ormai i milioni - di utenti che hanno installato la suite perché utilizzano un desktop Linux, o perche’ l’hanno trovata sul CD di una rivista di information technology o l’hanno ricevuta da un amico, o molto piu’ semplicemente perche’ l’azienda o l’ente per cui lavorano ha deciso di migrare a OpenOffice.org (anche questi utenti cominciano a essere tanti).

Senza nulla togliere al successo di Firefox, che noi tutti utilizziamo e vorremmo venisse utilizzato da tutti gli utenti, raggiungere questo livello di diffusione con un programma che crea documenti che vengono letti, scambiati e stampati da utenti che parlano lingue diverse e utilizzano sistemi operativi diversi, e quindi ha come “obbligo” principale quello della solidita’ e della compatibilita’, la dice lunga sul livello qualitativo del prodotto.

Oggi, fanno veramente sorridere coloro che difendono la pretesa “insostituibilita’” di MS Office, perché Excel e’ troppo complesso per poter essere riprodotto (siamo alla frutta, o - in omaggio alla terra che ci ospita - alla crema catalana). Noi non vogliamo sostituire MS Office sempre e comunque, perche’ questo sarebbe un obiettivo impossibile da raggiungere e soprattutto velleitario. Noi vogliamo che gli utenti abbiano un’alternativa, e quindi siano liberi di scegliere il programma con cui scrivere, far di conto e comunicare le proprie idee.

Visto in questo modo, il successo di OpenOffice.org e’ davvero travolgente.

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May
28
Posted on 28-05-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 28-05-2007

L’Associazione PLIO non ritiene opportuno prendere una posizione sulla recente dichiarazione – peraltro, una riedizione senza novità di quella già fatta nel 2004 da Steve Ballmer – in merito alla presunta violazione di 45 brevetti Microsoft da parte di OpenOffice.org – rilasciata alla rivista Fortune da un autorevole esponente dell’azienda – fino a quando la stessa Microsoft non sostanzierà questa affermazione con dei dati precisi, che permettano di sciogliere i dubbi – fino a quel momento legittimi – sulla sua reale efficacia.

Ricordiamo, però, che quello attuale è un momento di particolare successo nella storia del software open source:

  • Dell, il piĂą grande cliente in assoluto di Microsoft, che negli ultimi tre anni ha rappresentato una percentuale rilevante del fatturato dell’azienda – il 10% nel 2004 (pari a 3,6 miliardi di dollari) e nel 2005 (pari a 4 miliardi di dollari), e l’11% nel 2006 (pari a 4,8 miliardi di dollari) [fonte: Microsoft, Annual Report 2006] – ha appena annunciato che inizierĂ  a vendere desktop e notebook con Linux preinstallato.
  • Secondo una ricerca Forrester Consulting pubblicata nel mese di marzo 2007 – Open Source Software’s Expanding Role in the Enterprise – i desktop Linux sono presenti nel 26% delle aziende, e continuano anche loro a crescere in modo regolare (la presenza non corrisponde, ovviamente, alla quota di mercato).
  • Firefox ha raggiunto in Europa e Oceania una percentuale di utenti prossima al 25% (e negli altri continenti superiore al 10%), e continua a crescere in modo regolare in tutti i Paesi [fonte: Xiti Monitor].
  • Secondo una ricerca appena realizzata dalla societĂ  FreeForm Dynamics per il sito inglese di notizie The Register , su un campione spontaneo di 4.800 lettori, OpenOffice.org viene utilizzato dal 20% degli intervistati, che a sua volta indica in una percentuale prossima al 10% l’uso della suite all’interno della propria azienda.

Le affermazioni dell’esponente Microsoft, probabilmente, vanno “ lette” anche alla luce di questi fatti.

E’ inoltre opportuno ricordare che in Europa i brevetti software non sono validi. L’Articolo 52 della European Patent Convention, firmata a Monaco nel 1973, così come il Decreto 1127/1939 e successive modifiche (articolo 12, comma 2: Non sono considerate come invenzioni ai sensi del precedente comma in particolare: [...] b) i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori), escludono i software dalla brevettabilità.

Inoltre, non è detto che i brevetti rilasciati dallo Unisted States Patent Office siano sempre validi, com’è dimostrato dai recenti casi AT&T versus Microsoft e KSR International Co. versus Teleflex Inc. Nel primo caso la Corte Suprema ha deciso che non c’è violazione del brevetto americano quando il software viene esportato all’estero. Nel secondo caso, invece, i brevetti sono stati invalidati perché “ovvi”. Lo USPO, infatti, concede brevetti senza fare un’indagine accurata sulla prior-art, in quanto questa è a carico delle terze parti che si oppongono.

OpenOffice.org, comunque, è inserito nell’Open Invention Network, un consorzio fondato da Sony, IBM, NEC, Red Hat, Novell e Philips per promuovere Linux e proteggere la proprietà intellettuale dei prodotti dagli attacchi di altre aziende sul tema della violazione dei brevetti. La posizione del consorzio è stata espressa con questo comunicato.

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May
05
Posted on 05-05-2007
Filed Under (Associazione PLIO, OpenOffice.org) by italovignoli on 05-05-2007
  • La crescita di Linux come sistema operativo desktop è testimoniata dal fatto che i numeri sia di Ubuntu sia dei principali programmi associati alla distribuzione – pur non essendo altrettanto precisi rispetto alle licenze dei software proprietari – sono ormai inequivocabili: l’intasamento dei server della stessa Canonical dopo l’annuncio dell’ultima versione 7.04, il numero dei download di Firefox (che non fa piĂą notizia) e il fatto che il browser abbia raggiunto in Europa e Oceania una percentuale di utenti prossima al 25% (e negli altri continenti superiore al 10%) [fonte: Xiti Monitor], il numero dei download di OpenOffice.org (che fa ancora notizia, e ormai supera stabilmente i 100.000 al mese solo in Italia) e il fatto che la suite abbia raggiunto in molti Paesi una quota di mercato prossima o pari al 10% [fonte: elaborazione PLIO su dati degli analisti], dimostrano come i sistemi operativi e le applicazioni open source abbiano raggiunto uno stadio di maturitĂ  paragonabile a quello dei sistemi proprietari.
  • Gli ultimi dati pubblicati dagli analisti confermano questa tendenza, anche se le ricerche non sono state effettuate in modo specifico per rilevare la crescita o la quota di mercato del software open source sui personal computer utilizzati per la produttivitĂ  individuale. Secondo l’ultima ricerca in materia pubblicata nel mese di marzo da Forrester Consulting – Open Source Software’s Expanding Role in the Enterprise – i desktop Linux sono presenti nel 26% delle aziende, anche se questo non si traduce in una quota di mercato delle stesse dimensioni. Secondo la ricerca appena realizzata da FreeForm Dynamics per conto di The Register su un campione spontaneo di 4.800 lettori del sito, OpenOffice.org viene utilizzato dal 20% degli intervistati, che a sua volta indica in una percentuale prossima al 10% l’uso della suite open source all’interno della propria azienda. La ricerca, inoltre, conferma che OpenOffice.org è l’unico concorrente “serio” di Microsoft Office nello specifico mercato delle suite per ufficio.
  • La crescita del numero delle aziende private e degli enti pubblici che decidono di passare al software open source, nella maggior parte dei casi iniziando proprio da OpenOffice.org, è un fenomeno ormai inarrestabile. Ci sono esempi piĂą noti, come quelli della Francia, dove la migrazione ha coinvolto il Parlamento e molti Ministeri (e tutte le aziende pubbliche a essi collegate), e dell’Estremadura, dove il processo ha coinvolto tutte le strutture di un’intera Regione. Anche in Italia, la migrazione comincia a interessare non solo le aziende piĂą innovative e attente ai costi, ma intere regioni come il Friuli Venezia Giulia e l’Umbria, con specifiche leggi regionali che promuovono l’uso del software open source e dei formati dei documenti aperti e standard (il formato dei file OpenDocument, usato in modo nativo da OpenOffice.org e da altri programmi open source, è standard ISO/IEC 26300). Nella sola Provincia di Bolzano, l’utilizzo del software open source ha permesso di ottenere un risparmio complessivo – rispetto al software proprietario – di oltre un milione di Euro all’anno, con la sola adozione da parte di due enti: il Consorzio dei Comuni, che utilizza OpenOffice.org, e l’Intendenza Scolastica Italiana, che supporta una distribuzione Linux per le scuole di lingua italiana, sviluppata e installata - con il finanziamento del Fondo Sociale Europeo - dal Centro di Formazione Professionale CTS Einaudi [fonte: Report, trasmissione di domenica 29 aprile 2007, disponibile online in versione sia video che sotto forma di trascrizione].
  • Negli ultimi tre anni, Dell è stato il piĂą grande cliente in assoluto di Microsoft, e ha rappresentato – da solo – una percentuale rilevante dell’intero fatturato della software house di Redmond: il 10% nel 2004 (pari a 3,6 miliardi di dollari) e nel 2005 (4 miliardi di dollari), e l’11% nel 2006 (4,8 miliardi di dollari). In totale, negli ultimi tre anni, Dell ha portato nelle casse di Microsoft la somma di circa 12,5 miliardi di dollari [fonte: Microsoft, Annual Report 2006, con elaborazione PLIO]. Queste cifre attribuiscono all’annuncio del 1° maggio un significato piĂą importante rispetto a quello strettamente “emotivo” che ha per la comunitĂ  del software open source, e sono testimonianza del fatto che Dell prevede di ottenere dei risultati significativi dalla vendita di PC con sistema operativo Linux.

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