Antonis Christofides, one of the Greek delegates, has written an extensive and remarkable post about the BRM. He clarifies many of the points that were left in the dark by most of the other delegates that have reported about the BRM, because they were too biased (and this was almost the only thing that I could understand).
Thank you, Antonis
Orvieto has submitted a proposal to organize the OpenOffice.org Conference in 2008.
I quote John McCreesh:
I believe one European bid this year stands above the others, which is the bid from Italy. I believe the combination of an experienced organising team, a delightful warm location, and a thriving local community would be hard to beat. I would urge anyone wanting an OOoCon in Europe this year to unite behind Orvieto.
Voting is open to all individuals who were registered as members of the Community on January 1st 2008. If you happen to be one of them, please go to this page and pay your duty.
I have discovered the British Library Digital Preservation Project:
The British Library is collecting and creating an increasing amount of material in digital formats. This material forms part of the collection and must be preserved for future use. The diversity of digital material and frequent changes in computer technology present challenges for long-term preservation and ongoing access.
The British Library is at the cutting edge of work in this field. The Digital Preservation Team is liaising closely with the other elements of the BL Digital Programme to ensure the longevity of our digital collections.
I was looking for Microsoft Office Binary File formats, which are stored there in addition - of course - to the Microsoft Web Site. I understand that it’s a minor thing, but I think that it’s probably the first time that such a document is stored outside the Microsoft web site, which means outside Microsoft jurisdiction.
I think that the evolution of Microsoft from an old fashion monopolist to a more “interoperable” company will be marked by many of these weak signals. This is one of the rationales behind the open letter that we have sent to Microsoft Italia. We see several weak signals that lead us to believe that the recent Microsoft announcement about interoperability is different from the other four on the same subject made in the past (Vinnie Mirchandani lists them all).
Today, we have decided to follow yesterday’s Microsoft announcement with an open letter to the company. This is my translation into English of the text (unfortunately, some of the extra care put in each word gets lost, but the meaning is there).
Welcome, Microsoft.
Following yesterday’s announcement, we are ready to co-operate at the promotion of open formats in order to support this new endeavour in the area of office suites. We are ready to co-operate, but we will criticize you for every uncertain or false step.
Inside interoperability there isn’t any space left for tricks: interoperability means that you have chosen to be on the same side of the users.
We believe in your good faith more than the European Commission does, as they have told the world that this is the fourth time that Microsoft makes an announcement about interoperability, without any impact - until today - on the company strategy.
We sincerely hope that this time, for a number of reasons - including our proactive opposition to the fast track standardization of Office 2007 file formats, which will go on until all the necessary changes will be made, the chances that mere words are going to translate into facts are higher than in the past.
At the same time, we invite all the companies that support the ODF format together with us - and those that belong to the OpenOffice.org community: Sun, IBM, Novell & Red Flag - to work for a full interoperability, as the technical and legal obstacles are going to disappear soon.
Users should be able to exchange transparently Microsoft Office and OpenOffice.org documents, in both directions.
The software industry, which is not based just in Redmond, must demonstrate a true commitment to make ODF a more widespread format.
If this will happen, users will win, and the market - i.e., all of us - will win.
Associazione PLIO (Italian National Linguistic Project OpenOffice.org)
We know that many inside the community have a different opinion. Of course, we have carefully evaluated the pros and the cons of such a statement, and are quite sure that this is the right attitude for this specific time in the history of computing.
Tags: office suite, Open Document Format, open document format, openoffice, softwareTrieste, 5 dicembre 2007 - Il PLIO annuncia la disponibilità di OpenOffice.org 2.3.1 in lingua italiana, che arriva settantotto giorni e 505.205 download dopo la release 2.3. Si tratta di una normale versione di manutenzione - prevista dal piano dei rilasci trimestrali - che risolve alcuni problemi di sicurezza, per cui si consiglia l’installazione a tutti gli utenti, e introduce un installer grafico per Linux.
A parte il ritmo dei download, che hanno superato la soglia di 1.600.000 nel corso del 2007, si tratta di un periodo particolarmente ricco di iniziative per la comunità italiana, che ha lanciato due progetti: il primo per la creazione di un’estensione per la firma digitale dei documenti di OpenOffice.org, compatibile con i requisiti del CNIPA (http://wiki.plio.it/mediawiki/index.php?title=Firma_Digitale); il secondo per la raccolta e lo sviluppo di modelli in lingua italiana per OpenOffice.org, per gli utilizzi più comuni in Italia (http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli).
“Il 2007 è stato un anno straordinario per OpenOffice.org: parlavamo di successo per la media di 4.270 download della versione 2.2 e siamo stati sorpresi da quella di 6.470 della 2.3, due release importanti ma meno ricche di novità rispetto alla 2.4 e alla 3.0, che arriveranno nei prossimi mesi. Al ritmo attuale, siamo già oltre i 2.300.000 download nell’arco di dodici mesi, per cui è veramente impossibile fare previsioni per il 2008, anche se spero - tra un anno - di poter annunciare un altro traguardo, che solo un anno fa sembrava irreale più che irraggiungibile”, afferma Italo Vignoli, consigliere dell’Associazione PLIO con delega per il marketing.
Download
OpenOffice.org 2.3.1 in italiano: http://it.openoffice.org/download/.
Tutte le altre versioni linguistiche: http://download.openoffice.org.
Estensioni: http://extensions.services.openoffice.org.
L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829), ufficiostampa@plio.it
Grazie a Robin Good ho trovato una pagina di un wiki con tutti i Codec Open Source per gestire video online.
Ammetto implicitamente di aver avuto un grosso attacco di pigrizia, rinviandovi all’articolo di Marco Caresia - anche lui consigliere dell’Associazione PLIO - che ha fatto un’ottima sintesi degli interventi. Marco ha fatto anche diverse foto dei relatori e della platea (c’erano una quarantina di persone), che potete trovare in questa galleria.
Qui sotto, due foto del sottoscritto, mentre si gratta l’orecchio in attesa di parlare (sembra che il Manuale delle Giovani Marmotte sconsigli di farlo) e mentre parla in modo assolutamente ispirato (al punto da farlo addirittura a occhi chiusi).
20.000 utenti OpenOffice.org in Vietnam
Il partito comunista vietnamita ha sostituito Microsoft Office con OpenOffice.org, con l’obiettivo di ottenere un significativo risparmio sui costi.
OpenOffice.org per 180.000 computer in Macedonia
L’iniziativa One Computer for Every Child porterà Ubuntu, Firefox, Thunderbird e OpenOffice.org su 160.000 terminali virtuali e 20.000 PC, utilizzati nelle scuole in Macedonia.
Il successo di OpenOffice.org nei supermercati WalMart
Nei supermercati WalMart, il più grande retailer del mondo, OpenOffice.org è stato tra i principali motivi del successo di vendita dei PC a basso costo Everex, che hanno ricevuto le lodi della stampa e i favori degli acquirenti, al punto che il management della catena ha chiesto espressamente che le prossime versioni di questi PC includano sempre la suite per ufficio open source.
Una nuova organizzazione ODF in Olanda
La nuova OpenDoc Society nasce con il supporto da parte di ben 25 organizzazioni, proprio nel momento in cui l’Olanda adotta il formato ODF.
Continua a crescere la ODF Alliance
La ODF Alliance continua a crescere, e ha raggiunto il numero di 450 membri provenienti da 53 Paesi.
Tags: Linux, odf alliance, Open Document Format, Open Source, openoffice, suite per ufficioLouis Suarez Potts è il Community Manager di OpenOffice.org, e la sua presentazione sullo “state of the project” è un appuntamento tradizionale della Conference. E’ una sintesi di tutte le attività degli ultimi dodici mesi, e fornisce una panoramica sui dodici mesi che verranno.
Louis è palesemente contento e saltella come un grillo di fronte al podio per l’emozione e l’adrenalina che ha in corpo, tanto che è quasi impossibile fotografarlo (cercherò di bloccarlo alla fine della presentazione).
Prima di tutto, il team di sviluppo ha cercato di semplificare il codice di OOo, per rendere più facile a tutti coloro che contribuiscono con lo sviluppo di funzionalità, macro ed estensioni di intervenire e integrare i loro prodotti.
Questi sono solo alcuni dei dati: 100 milioni di download, 100 versioni linguistiche, migliaia di volontari, 350 aziende di consulenza che offrono servizi legati a OOo e ODF, il formato standard ISO/IEC 26300 che gode di un successo sempre più ampio presso gli enti governativi, in ogni parte del mondo.
Il progetto Documentation è stato completamente ristrutturato grazie al contributo dei volontari, e oggi integra tutta la documentazione Sun StarOffice (rilasciata con licenza open source e disponibile sul wiki).
La velocità di Calc è aumentata del 12857% (dodicimilaottocentocinquantasette per cento, perché non pensiate che il numero sia un errore) nel caso di operazioni come l’apertura di un foglio elettronico con riferimenti a documenti esterni. Questo vuol dire che prima era lento, mentre adesso è diventato veloce.
Louis conclude sorridendo, come si può vedere dalla foto qui sotto, e annunciando un articolo più lungo e ricco di informazioni rispetto alla presentazione, che verrà pubblicato nei prossimi giorni sul sito della comunità.
Al termine della presentazione ho fatto un paio di domande a Louis, per avere conferma delle sensazioni che ho raccolto - a livello di pelle - durante questi due primi giorni di conferenza.
Louis, secondo il tuo punto di vista, che raccoglie tutte le anime della comunità, qual è il motivo alla base del successo di OpenOffice.org nel corso degli ultimi due anni?
Gli individui, e i governi che li rappresentano, si sono finalmente resi conto che molti dei problemi che il genere umano si trova ad affrontare derivano dal fatto che troppe attività vengono fatte nel nome del profitto e non della comunità. Un esempio su tutti, il riscaldamento globale. Se avessimo incominciato a pensarci vent’anni fa, rinunciando a una piccola parte dei nostri vantaggi personali, oggi probabilmente non ci troveremmo a dover affrontare un problema di dimensioni apocalittiche.
Un processo simile è avvenuto nel caso del software. In questo caso, i governi hanno compreso che la standardizzazione dei formati, la disponibilità del codice sorgente e l’utilizzo di software libero e open source - che permette di spendere “meglio” i soldi dei contribuenti - vanno a vantaggio della comunità, e aiutano la comunità stessa a crescere. E’ un processo lento ma inesorabile, fatto di accelerazioni e battute d’arresto, che oggi è supportato da un’opinione pubblica sempre più attenta a questi problemi.
Il successo di OpenOffice.org - e noi che lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle sappiamo cosa significa - è allo stesso tempo un risultato e uno stimolo. Oggi, qui a Barcellona, è soprattutto una festa.
Secondo te, OpenOffice.org 3.0 deve abbandonare la strada tracciata da MS Office e diventare un’alternativa in grado di mostrare agli utenti una strada diversa in direzione della produttività individuale?
OpenOffice.org 3.0 arriverà molto prima delle stime del mercato, e in una prima fase integrerà i contributi di RedFlag e IBM. In particolare, RedFlag ci ha mostrato come sia possibile intervenire anche sull’interfaccia utente di un software open source, con risultati eccellenti. Ovviamente, le loro proposte verranno inserite con gradualità, perché vogliamo evitare effetti alla “ribbon” (anche se sappiamo bene che il ribbon è stato introdotto non perché fosse stato richiesto dagli utenti ma in funzione della sua brevettabilità rispetto all’interfaccia tradizionale, N.d.R.).
OpenOffice.org è pronto per intraprendere una sua strada originale e indipendente nell’area delle suite per ufficio e dei software per la produttività. Tra l’altro, il fatto di essere open source gli permette di diventare il nucleo centrale di una galassia di soluzioni, che vanno dalla suite online (alla Google) a quella aziendale (IBM Symphony), senza che questo diventi un problema per la comunità.
Quello che stiamo attraversando è un momento molto importante. E’ quasi scontato dire che i prossimi dodici mesi saranno i più importanti nella vita della comunità OpenOffice.org. Ci sono tutti gli elementi per pensare che siamo prossimi a quel “digital tipping point” di cui si parla da anni, che dovrebbe dare uno scossone al mercato e cambiare radicalmente gli equilibri a cui siamo abituati da troppo tempo.
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Tags: calc, foss, Open Document Format, Open Source, openoffice, software, software libero, suite per ufficio, writer