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Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

La presentazione di Erwin Tenhumberg sui risultati della ricerca che viene effettuata ogni anno prima della Conference per definire un identikit degli utenti di OpenOffice.org è un altro dei grandi appuntamenti a cui non è proprio possibile mancare.

Un po? di dati, presi molto rapidamente dalle slide, e quindi poco organici.

Gli utenti di OpenOffice.org che hanno risposto alle domande della survey online:

  • il 29% ha meno di 30 anni e il 50% più di 40 anni (l?11% ha più di 60 anni), il 75% sono uomini e il 25% donne

  • i 2/3 dei 200.000 partecipanti alla survey stava installando OOo per la prima volta, il 38% aveva appena comprato un nuovo computer, che nel 70% dei casi non aveva una suite per ufficio preinstallata

  • provengono, nell?ordine, da: Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Italia, Australia, Olanda, Brasile, Belgio, Polonia, Giappone, Spagna, Russia, India, Svezia, Danimarca

  • più dell?80% utilizza OOo a casa, più del 20% utilizza OOo al lavoro

  • più del 90% utilizza Windows, mentre la più diffusa tra le distribuzioni Linux è ? ovviamente ? Ubuntu

  • più del 42% ha un PDA o uno SmartPhone su cui è installato un software per la visualizzazione dei documenti

  • utilizzano Google Search, Wikipedia, Google Gmail, Hotmail e Google Maps

Il profilo che si desume da queste informazioni è quello di uomo maturo di più di quarant?anni con una certa inclinazione per la tecnologia. Ovvero, il sottoscritto.

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Sep
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Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by davidedozza on 19-09-2007

Michel Loiserleur è un Open Source Software Engeneer per Linagora. Ha illustrato come, con successo, ha affrontato il problema di risolvere un’issue. Ma non un’issue qualsiasi. Un’issue di bug fixing ed in particolare la 7500 relativa all’impossibilità di fare copia ed incolla di celle unite fra loro, un bug aperto nel lontano settembre del 2002.

Al di la degli aspetti tecnici con cui è stato affrontato il problema, la cosa che mi ha colpito sono le ragioni per cui Michel ha corretto quel baco: business. Sembra infatti che Linagora abbia infatti costruito un vero e proprio modello di business sulla correzione dei bachi. Questo prevede che, a fronte di un accordo di servizio, detto anche SLA (Service Level Agreement), Linagora si impegni a risolvere entro 5 giorni i bachi software che il cliente richiede di correggere su tutto il software Open Source che sta usando.

Ho parlato di bug fixing perché il servizio si applica solo per quelle issue che vengono identificate dalla comunità come defect e non come nuova caratteristica. E’ infatti la comunità a discriminare se una segnalazione di baco viene discriminata come baco o come nuova caratteristica. A partire da questa Linagora prende in carico il baco e lo risolve con grande soddisfazione per il cliente che avrà il prodotto Open Source corretto, per la comunità che riceve la patch e per l’azienda che fa profitto. Interessante no?

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Sep
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Posted on 19-09-2007
Filed Under (Associazione PLIO, OpenOffice.org) by andreapescetti on 19-09-2007

Alla OOoCon è intervenuto anche Rob Weir, il cui blog An Antic Disposition è una delle fonti più citate quando si discute di (e soprattutto contro) Microsoft OOXML.

Oggi Weir parlava invece di ODF, lo standard OpenDocument ISO 26300 utilizzato da OpenOffice.org e, con il consueto spirito critico, ha analizzato il ruolo di OOo come reference implementation di ODF.

Cosa si intende con reference implementation? Un’implementazione a cui fare riferimento in caso di dubbi che derivano dalla formulazione in linguaggio naturale dello standard: per alcuni comportamenti limite, che sono trattati nello standard ma non sono definiti in maniera precisa, la reference implementation è quella che mostra come va interpretato lo standard.

ODF è implementato da varie applicazioni (OOo, KOffice, AbiWord, Gnumeric) e c’è un vasto consenso per OOo come reference implementation: gli sviluppatori di altri programmi, in caso di dubbi, fanno riferimento a come funziona OOo.

Il lavoro da fare è però, secondo Rob, ancora molto lungo: si tratta di prendere ogni pagina dello standard, estrapolarne tutti i comportamenti previsti, produrre testcase per tutti i casi limite e poi verificare che OOo si comporti esattamente in tutti i casi in cui lo standard è chiaro e si comporti in maniera sensata in quei pochi casi in cui lo standard è fumoso. Serve un lavoro di 2 anni uomo per produrre i circa 15mila testcase necessari a coprire il 100% dello standard, comprese le parti opzionali. E’ probabile che il lavoro metta OOo di fronte a casi limite che non sono stati previsti nella sua progettazione, e che quindi si debba riscrivere parte del codice, ma solo alla fine di questo lavoro potremo dire che ODF è maturo, e otterremo come conseguenza anche la maturità completa di OOo come reference implementation di ODF.

E’ naturale che il pensiero vada ad OOXML, a Microsoft Office 2007 e al dubbio se si debba imporre che la reference implementation sia open-source oppure se sia accettabile anche una black box come Microsoft Office 2007. Rob risponde che secondo lui il problema principale su OOXML da questo punto di vista è che serviranno centinaia di anni uomo solo per produrre i testcase necessari a coprire non solo le 6000 pagine di OOXML ma anche tutte le parti opzionali!

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Sep
19
Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by davidedozza on 19-09-2007

Martin Hollmichel, Program Manager StarOffice / OpenOffice.org, ha presentato una relazione su quali sono i meccanismi per contribuire a OpenOffice.org in termine di codice. Essendo OOo un progetto molto vasto, i meccanismi tecnici e burocratici sono piuttosto complessi e Martin ha cercato di spiegare come, per qualunque volontario, sia possibile scrivere codice e sottometterlo a OOo.

Il processo non è semplice ma non bisogna scoraggiarsi. Il supporto da parte degli sviluppatori è molto forte e iscrivendosi alle mailing list si può trovare tutta l’assistenza possibile. Inoltre non c’è miglior palestra per farsi esperienza che non il più grosso progetto Open Source al mondo!.

Per maggiori informazioni potete visitare il link http://contributing.openoffice.org.

Happy hacking!

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Sep
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Posted on 19-09-2007
Filed Under (News, OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

Louis Suarez Potts è il Community Manager di OpenOffice.org, e la sua presentazione sullo “state of the project” è un appuntamento tradizionale della Conference. E’ una sintesi di tutte le attività degli ultimi dodici mesi, e fornisce una panoramica sui dodici mesi che verranno.

Louis è palesemente contento e saltella come un grillo di fronte al podio per l’emozione e l’adrenalina che ha in corpo, tanto che è quasi impossibile fotografarlo (cercherò di bloccarlo alla fine della presentazione).

Prima di tutto, il team di sviluppo ha cercato di semplificare il codice di OOo, per rendere più facile a tutti coloro che contribuiscono con lo sviluppo di funzionalità, macro ed estensioni di intervenire e integrare i loro prodotti.

Questi sono solo alcuni dei dati: 100 milioni di download, 100 versioni linguistiche, migliaia di volontari, 350 aziende di consulenza che offrono servizi legati a OOo e ODF, il formato standard ISO/IEC 26300 che gode di un successo sempre più ampio presso gli enti governativi, in ogni parte del mondo.

Il progetto Documentation è stato completamente ristrutturato grazie al contributo dei volontari, e oggi integra tutta la documentazione Sun StarOffice (rilasciata con licenza open source e disponibile sul wiki).

La velocità di Calc è aumentata del 12857% (dodicimilaottocentocinquantasette per cento, perché non pensiate che il numero sia un errore) nel caso di operazioni come l’apertura di un foglio elettronico con riferimenti a documenti esterni. Questo vuol dire che prima era lento, mentre adesso è diventato veloce.

Louis conclude sorridendo, come si può vedere dalla foto qui sotto, e annunciando un articolo più lungo e ricco di informazioni rispetto alla presentazione, che verrà pubblicato nei prossimi giorni sul sito della comunità.

louischeride

Al termine della presentazione ho fatto un paio di domande a Louis, per avere conferma delle sensazioni che ho raccolto - a livello di pelle - durante questi due primi giorni di conferenza.

Louis, secondo il tuo punto di vista, che raccoglie tutte le anime della comunità, qual è il motivo alla base del successo di OpenOffice.org nel corso degli ultimi due anni?

Gli individui, e i governi che li rappresentano, si sono finalmente resi conto che molti dei problemi che il genere umano si trova ad affrontare derivano dal fatto che troppe attività vengono fatte nel nome del profitto e non della comunità. Un esempio su tutti, il riscaldamento globale. Se avessimo incominciato a pensarci vent’anni fa, rinunciando a una piccola parte dei nostri vantaggi personali, oggi probabilmente non ci troveremmo a dover affrontare un problema di dimensioni apocalittiche.

Un processo simile è avvenuto nel caso del software. In questo caso, i governi hanno compreso che la standardizzazione dei formati, la disponibilità del codice sorgente e l’utilizzo di software libero e open source - che permette di spendere “meglio” i soldi dei contribuenti - vanno a vantaggio della comunità, e aiutano la comunità stessa a crescere. E’ un processo lento ma inesorabile, fatto di accelerazioni e battute d’arresto, che oggi è supportato da un’opinione pubblica sempre più attenta a questi problemi.

Il successo di OpenOffice.org - e noi che lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle sappiamo cosa significa - è allo stesso tempo un risultato e uno stimolo. Oggi, qui a Barcellona, è soprattutto una festa.

Secondo te, OpenOffice.org 3.0 deve abbandonare la strada tracciata da MS Office e diventare un’alternativa in grado di mostrare agli utenti una strada diversa in direzione della produttività individuale?

OpenOffice.org 3.0 arriverà molto prima delle stime del mercato, e in una prima fase integrerà i contributi di RedFlag e IBM. In particolare, RedFlag ci ha mostrato come sia possibile intervenire anche sull’interfaccia utente di un software open source, con risultati eccellenti. Ovviamente, le loro proposte verranno inserite con gradualità, perché vogliamo evitare effetti alla “ribbon” (anche se sappiamo bene che il ribbon è stato introdotto non perché fosse stato richiesto dagli utenti ma in funzione della sua brevettabilità rispetto all’interfaccia tradizionale, N.d.R.).

OpenOffice.org è pronto per intraprendere una sua strada originale e indipendente nell’area delle suite per ufficio e dei software per la produttività. Tra l’altro, il fatto di essere open source gli permette di diventare il nucleo centrale di una galassia di soluzioni, che vanno dalla suite online (alla Google) a quella aziendale (IBM Symphony), senza che questo diventi un problema per la comunità.

Quello che stiamo attraversando è un momento molto importante. E’ quasi scontato dire che i prossimi dodici mesi saranno i più importanti nella vita della comunità OpenOffice.org. Ci sono tutti gli elementi per pensare che siamo prossimi a quel “digital tipping point” di cui si parla da anni, che dovrebbe dare uno scossone al mercato e cambiare radicalmente gli equilibri a cui siamo abituati da troppo tempo.

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Sep
19
Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by davidedozza on 19-09-2007
Louis Suarez-Potts Louis Suárez-Potts è lo storico Community Manager e Community Council Chair del progetto OpenOffice.org. Ha descritto come la community ha contribuito a far diventare OpenOffice.org una suite di produttività di altissimo livello facendo si che questa sia di tutti e non sia monopolio di nessuno. IBM, con il suo ingresso nella comunità e con il rilascio di Symphony basato su OpenOffice.org, ha dimostrato esattamente questo. Così come RedFlag ha potuto unirsi alla comunità e derivare un proprio prodotto specifico per la Cina fornendo al contempo un grande numero di sviluppatori.
Dopo aver illustrato gli importanti numeri raggiunti (100 milioni di download, il supporto di 100 lingue, il supporto di Mac OS X Aqua) Louis ha presentato cosa ci dovremo aspettare dalla futura versione di OpenOffice.org 3.0 che sarà pronta verso la metà del prossimo anno .
In sostanza le nuove funzionalità saranno parecchie e tanto per indicarne alcune:

  • Un nuovo Personal Information Manager che permetterà di sostituire di Outlook
  • Importazione del PDF
  • Strumenti per il supporto del Web 2.0 con componenti per il blogging ed il wiki
  • Un nuovo motore di reportistica per Base
  • Un miglioramento della gestione delle estensioni
  • Un nuovo motore per la generazione di grafici
  • Una console per Impress con la gestione degli schermi multipli
  • Importazione di MS Office XML 2007
  • Miglioramento delle tabelle pivot ed un nuovo solver
  • Il supporto completo a Mac OS X

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Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

Eric Bachard, responsabile del progetto Aqua di OpenOffice.org, la versione nativa per Macintosh (che non richiede più l’odiato windows manager X11) sta mostrando come installare la suite, che attualmente è in versione “late alfa” ma è pronta per entrare in beta.

Per la presentazione, utilizza due versioni della suite, una Carbon e l’altra Cocoa. La differenza più evidente dalle versioni per Windows e Linux che utilizzo, oltre ai comandi e ai servizi nativi del Macintosh, è la sparizione dei menù dalla finestra (una cosa che io non riuscirei a tollerare).

La suite non è ancora perfettamente in linea con l’aspetto dei programmi Apple, e c’è il solito “santone” con T-shirt Apple d’ordinanza e accento nativo “Steve Jobs” che lo fa impietosamente notare (Eric Bachard, che evidentemente è molto più tollerante del sottoscritto, ammette e quasi si scusa, lasciandolo incolume).

Il meccanismo di copia e incolla è quello nativo del Macintosh. Spotlight è incluso, così come l’addess book e il correttore ortografico di MacOS X. La suite funziona con MacOS X 10.4 (Tiger) e MacOS x 10.5.

Le architetture supportate sono quella Intel e quella PowerPC, anche se Eric Bachard - che è uno degli sviluppatori in grado di gestire la manutenzione dei programmi PowerPC - ha detto che la seconda versione ha probabilmente due anni di vita, e poi verrà abbandonata.

Le funzionalità che mancano sono il drag & drop (work in progress), il dialogo di stampa nativo, l’implementazione del player QuickTime, e l’Apple Security API per la crittografia (e altre funzioni). Il porting per Cocoa è in corso di completamento.

OpenOffice.org nell’attuale versione nativa per Macintosh può essere scaricato all’indirizzo: http://porting.openoffice.org/mac/download/aqua.html.

Postilla Notturna

Le presentazioni di Eric Bachard (quella a cui ho assistito io e quella pomeridiana - più tecnica - indirizzata agli sviluppatori), si trovano all’indirizzo: http://eric.bachard.free.fr/mac/OOoCon2007/, in formato sia ODP che PDF.

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Sep
19
Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

Le presentazioni di oggi le trovate qui, in formato ODP e PDF.

I video, le fotografie e altre informazioni in diretta sulla conferenza li trovate qui.

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19
Posted on 19-09-2007
Filed Under (OpenOffice.org) by italovignoli on 19-09-2007

Come si conviene per una comunita’ che ha una forte impronta tecnica come quella di OpenOffice.org, il gruppo marketing e’ abbastanza ridotto numericamente ma agguerrito - come si conviene - nei fatti, tanto da essere uno dei punti di forza alle spalle del successo travolgente della suite.

Oggi abbiamo parlato dei programmi per il 2008, l’anno in cui - probabilmente - verra’ annunciato OpenOffice.org 3.0, la prima release slegata dal confronto con MS Office. Ormai, infatti, il programma ha raggiunto un tale livello di compatibilita’ da giustificare la ricerca di una strada indipendente, mantenendo inalterate le caratteristiche di base (anzi, aggiungendone di nuove, visto che abbiamo affrontato il tema del modulo per la gestione della posta elettronica e dell’agenda).

OpenOffice.org e’ sul punto di superare i 100 milioni di download, una cifra a cui bisogna aggiungere le migliaia - e forse ormai i milioni - di utenti che hanno installato la suite perché utilizzano un desktop Linux, o perche’ l’hanno trovata sul CD di una rivista di information technology o l’hanno ricevuta da un amico, o molto piu’ semplicemente perche’ l’azienda o l’ente per cui lavorano ha deciso di migrare a OpenOffice.org (anche questi utenti cominciano a essere tanti).

Senza nulla togliere al successo di Firefox, che noi tutti utilizziamo e vorremmo venisse utilizzato da tutti gli utenti, raggiungere questo livello di diffusione con un programma che crea documenti che vengono letti, scambiati e stampati da utenti che parlano lingue diverse e utilizzano sistemi operativi diversi, e quindi ha come “obbligo” principale quello della solidita’ e della compatibilita’, la dice lunga sul livello qualitativo del prodotto.

Oggi, fanno veramente sorridere coloro che difendono la pretesa “insostituibilita’” di MS Office, perché Excel e’ troppo complesso per poter essere riprodotto (siamo alla frutta, o - in omaggio alla terra che ci ospita - alla crema catalana). Noi non vogliamo sostituire MS Office sempre e comunque, perche’ questo sarebbe un obiettivo impossibile da raggiungere e soprattutto velleitario. Noi vogliamo che gli utenti abbiano un’alternativa, e quindi siano liberi di scegliere il programma con cui scrivere, far di conto e comunicare le proprie idee.

Visto in questo modo, il successo di OpenOffice.org e’ davvero travolgente.

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